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	<title>Pensieri da divulgare</title>
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	<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 19:19:51 +0000</pubDate>
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		<title>Un giorno di ordinaria follia (1993) vs Un uomo qualunque (2007)</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 17:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[1 - assolutamente da vedere]]></category>

		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[  

Apparentemente simili. Per entrambe le riproduzioni: un uomo.
Impiegato americano in giacca e cravatta. Uno di tanti. Stanco della sua vita, improvvisamente impazzisce.
Riprese, scenografie e studio dei movimenti e delle immagini egregi in entrambi. Danno perfettamente un senso di turbamento, ansia, spaesamento, inquietudine.
Solo che: in Un uomo Qualunque l&#8217;uomo in questione è &#8220;di per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> <img class="aligncenter" style="vertical-align: middle;" src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/ungiornodiordinariafollia.jpg" alt="Un giorno di Ordinaria follia" width="140" height="200" /> <img class="aligncenter" style="vertical-align: middle;" src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/unuomoqualunque.jpg" alt="Un uomo qualunque" width="143" height="200" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p>Apparentemente simili. Per entrambe le riproduzioni: un uomo.<br />
Impiegato americano in giacca e cravatta. Uno di tanti. Stanco della sua vita, improvvisamente impazzisce.<br />
Riprese, scenografie e studio dei movimenti e delle immagini egregi in entrambi. Danno perfettamente un senso di turbamento, ansia, spaesamento, inquietudine.<br />
Solo che: in <em>Un uomo Qualunque</em> l&#8217;uomo in questione è &#8220;di per sè&#8221; disturbato e abbastanza psicopatico. Senza un consistente aiuto esterno. La società che lo attornia non lo aiuta - fa schifo certo - però diciamo che quelle persone sono nella &#8220;norma&#8221;&#8230; Della serie che se tutti dovessimo impazzire per una segretaria troia o un dipendente leccaculo allora i manicomi non avrebbero più posti a sufficienza.<br />
In <em>Un giorno di ordinaria follia</em> la tematica della pazzia acquista connotati più drammatici. Ci vengono propinate delle immagini, dei frammenti della nostra società che sembrano gridarci &#8220;ma lo vuoi capire che è un mondo di merda?&#8221;. Qualsiasi persona, messa di fronte a questa riproduzione non può fare a meno di notare che in tutta la sua vita non fa altro che chiudere gli occhi di fronte a ingiustizie e prese per i fondelli, pur di tirare avanti e sopravvivere.<br />
Per farla breve, l&#8217;uomo di <em>Un giorno di ordinaria follia</em> potrebbe essere uno qualunque fra noi. Non uno schizzato su cui puoi alzare le spalle e dire &#8220;e vabbè&#8230; purtroppo di questi tipi ne esistono&#8221;. Potresti essere tu ad impazzire. Potrebbe capitare di svegliarti un giorno e assodare quanto la vita faccia schifo.<br />
Ecco perchè reputo il primo film migliore di <em>Un uomo qualunque</em>, sebbene sia ugualmente piacevole alla visione.</p>
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		<title>Superman Returns</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 22:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[6 - assolutamente sconsigliato]]></category>

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		<description><![CDATA[Con i supereroi c&#8217;è chi può (vedi sotto) e c&#8217;è chi non può (ovvero questo &#8220;caso&#8221;).
A squalificarlo in un attimo, basterebbe dire che non vedevo l&#8217;ora che finisse. Che è stato di una noia mostruosa, un incedere lento e poco interessante.
Ma questo film vuole fare di più. Vuole giocare a umiliarsi.
 Tanto per dire la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con i supereroi c&#8217;è chi può (vedi sotto) e c&#8217;è chi non può (ovvero questo &#8220;caso&#8221;).<br />
A squalificarlo in un attimo, basterebbe dire che non vedevo l&#8217;ora che finisse. Che è stato di una noia mostruosa, un incedere lento e poco interessante.<br />
Ma questo film vuole fare di più. Vuole giocare a umiliarsi.<br />
<img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/supermanreturns.jpeg" alt="Superman Returns" width="160" height="120" /> Tanto per dire la prima cosa che mi ha colpito: è ambientato negli odierni USA ma Superman porta con disinvoltura un&#8217;acconciatura di cui si imbarazzerebbe pure mio nonno. Un bel riportino scolpito e inamovibile con tanto di ricciolino sulla fronte.<br />
Ora, non ci sarebbe nulla di male nel volersi conciare come si vuole&#8230; Il problema è che il regista ha preso l&#8217;eroe di un fumetto anni &#8216;60 e senza adattarlo ha cambiato il mondo intorno ad esso.<br />
Come prendere Pinocchio - senza cambiarlo di una virgola in vestiario e acconciature - e buttarlo in un sobborgo di New York insieme a dei rapper neri che fanno la parte del gatto e della volpe.<br />
Il risultato è un Superman caricaturale, letteralmente di plastica. Dovrebbe rappresentare un eroe per antonomasia (fiero, bello, invidiabile&#8230;) ma sembra uscito dall&#8217;ovetto kinder.<br />
E non è il solo: nessuno dei personaggi è credibile, nemmeno la storia montata convince un po&#8217; e le incongruenze e incoerenze fioccano come neve.</p>
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		<title>Batman Begins (2005) e il Cavaliere Oscuro (2008)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 02:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[1 - assolutamente da vedere]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regista Nolan, con questi ultimi due film sul pipistrello, spoglia Batman del suo ingrediente fumettistico. E non è un&#8217;espediente così negativo. Anzi.
Certo, le atmosfere dark e tenebrose  della prima Gotham City sono miraggi lontani. Così come l&#8217;aura di magia e mistero che Michael Keaton (il Batman di Tim Burton) si portava dietro: eroe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il regista Nolan, con questi ultimi due film sul pipistrello, spoglia Batman del suo ingrediente fumettistico. E non è un&#8217;espediente così negativo. Anzi.<br />
Certo, le atmosfere dark e tenebrose <a href="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/cinema/?p=38" target="blank"> della prima Gotham City</a> sono miraggi lontani. Così come l&#8217;aura di magia e mistero che Michael Keaton (il Batman di Tim Burton) si portava dietro: eroe mascherato per antonomasia.<img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/batmandarknight.jpg" alt="Dark Knight" width="182" height="115" /><br />
Però&#8230; c&#8217;è un gran bel però.<br />
Gotham, Batman, le sue origini, i cattivi, la polizia&#8230; tutto è stato ridimensionato alla sfera dell&#8217;umano e possibile. Nessun pipistrello piombato dal nulla, nè potere paranormale inspiegabile, nessun Jocker fuso nella petroliera, nessun doppia-faccia di cui non si sappia nulla.<br />
Nolan prende ogni ingrediente e lo plasma per adattarlo ai nostri giorni. Ogni personaggio ha un suo perchè e una ragion d&#8217;essere e q<img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/batmandarknight2.jpg" alt="Batman" width="167" height="95" />uindi una storia credibile che lo sorregga.<br />
Così Batman non è un Hercole del 2000 baciato dalla forza degli dei&#8230; Ma un uomo che vive drammi, fa i conti con la propria coscienza ed ha anche di un poderoso conto in banca che possa finanziargli mille aggeggi alla James Bond per la lotta contro il male.<br />
E Joker (un grandissimo Heath Leger) non è un tizio con la paralisi in bocca che si è stuccato il volto completame<img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/batmandarknight4.jpg" alt="Batman" width="110" height="108" />nte di bianco: ma un uomo la cui vita lo ha portato alla pazzia e non ha più nulla da perdere. E così via.</p>
<p>A ciò, come ciliegina aggiungete qualche bel discorso filosofico o semi profondo sul bene e il male e degli effetti speciali per delle scene spacca-tutto.<br />
In conclusione, due bei film (soprattutto Begins) che sorprendono per come il regista abbia saputo adattare queste icone eterne al mondo moderno, creando due storie piacevoli e piene di colpi di scena. Meno magia e più azione forse&#8230; Ma un mondo vivo e crudo come non mai.<br />
In questo imperversare di storie Marvel e da supereroi, Nolan ha saputo distinguersi.</p>
<p>Correlati:<br />
<a href="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/cinema/?p=33">Batman (1966)</a><br />
<a href="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/cinema/?p=38">Batman (1989) e Batman il Ritorno (1992)</a><br />
<a href="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/cinema/?p=39">Batman Forever (1995) e Batman e Robin (1997)</a></p>
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		<title>Hairspray</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 23:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[4 - se non avete niente di meglio...]]></category>

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		<description><![CDATA[Troppi sorrisi. Troppi.
 E troppi ammiccamenti, non solo quelli letterali di Zac Efron.
Una favola carina ma abbastanza stucchevole. La parte musical comunque è gradevole.
Brava come sempre Queen Latifah e la Pfeiffer. Il resto passabili e una grande delusione da John Travolta che sa fare solo due espressioni. Forse era impedito dall&#8217;ingombrante costume, chissà.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Troppi sorrisi. Troppi.<br />
<img src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/hairspray.jpg" title="Hairspray" alt="Hairspray" align="left" height="140" width="91" /> E troppi ammiccamenti, non solo quelli letterali di Zac Efron.<br />
Una favola carina ma abbastanza stucchevole. La parte musical comunque è gradevole.<br />
Brava come sempre Queen Latifah e la Pfeiffer. Il resto passabili e una grande delusione da John Travolta che sa fare solo due espressioni. Forse era impedito dall&#8217;ingombrante costume, chissà.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Surviving Picasso</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 12:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[1 - assolutamente da vedere]]></category>

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		<description><![CDATA[Che siate o meno appassionati di arte non importa: con questa pellicola emergono diverse personalità che potrebbero benissimo stare in un romanzo Best-Seller.
Che poi si tratti della vita e di quello che è stato realmente Picasso, rende tutto ancora più &#8220;appetitoso&#8221;, perchè comprendiamo che non sempre un&#8217;artista è anche una persona moralmente corretta o buona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che siate o meno appassionati di arte non importa: con questa pellicola emergono diverse personalità che potrebbero benissimo stare in un romanzo Best-Seller.<br />
Che poi si tratti della vita e di quello che è stato realmente Picasso, rende tutto ancora più <img src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/survivingpicasso.jpg" title="Surviving Picasso - Sopravvivere a Picasso" alt="Surviving Picasso - Sopravvivere a Picasso" align="left" height="100" width="150" />&#8220;appetitoso&#8221;, perchè comprendiamo che non sempre un&#8217;artista è anche una persona moralmente corretta o buona d&#8217;animo.<br />
Da queste parole avrete intuito che Picasso non era certo un santone&#8230; a dirla tutta, non rispettava la dignità nè i sentimenti di qualsiasi persona, manipolandola per i suoi fini, sfruttandola al massimo e mal pagando chi lo servisse nonostante fosse miliardario.<br />
Non per niente questo film è intitolato &#8220;Sopravvivere a Picasso&#8221;.<br />
Il cast è davvero strepitoso&#8230; Mi sono piaciuti davvero tutti, da Anthony Hopkins a Julianne Moore: ma soprattutto la protagonista femminile Natascha Mcelhone, che non vedevo dai tempi di The Truman Show.</p>
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		<title>L&#8217;Illusionista</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 00:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[4 - se non avete niente di meglio...]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mypersonalcorner.altervista.org/cinema/?p=63</guid>
		<description><![CDATA[The Prestige ne vale mille di questo.
E&#8217; evidente che &#8220;L&#8217;Illusionista&#8221; ha tentato di seguire le sue orme, essendo uscito poco dopo (che nervi quando i film si scopiazzano): naturalmente non c&#8217;è riuscito, ma non è malissimo.
Edward Norton a me non piace. No, proprio no. La sua faccia fintamente contrita (e aggiungerei: da schiaffi) l&#8217;ho veramente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/cinema/?p=41">The Prestige</a> ne vale mille di questo.<br />
E&#8217; evidente che &#8220;L&#8217;Illusionista&#8221; ha tentato di seguire le sue orme, essen<img src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/theillusionist.jpg" title="L'illusionista o The Illusionist" alt="L'illusionista o The Illusionist" align="left" height="136" width="170" />do uscito poco dopo (che nervi quando i film si scopiazzano): naturalmente non c&#8217;è riuscito, ma non è malissimo.<br />
Edward Norton a me non piace. No, proprio no. La sua faccia fintamente contrita (e aggiungerei: da schiaffi) l&#8217;ho veramente sopportata con estremo impegno. Ha recitato bene solo quando ha fatto lo spettro morto.<br />
E Jessica Biel non è granchè. Bella, ma più adatta a una telenovela.<br />
Bene, ora che ho massacrato gli attori principali, posso dire che i personaggi di contorno sono stati assai più credibili (per quanto ne permetteva la trama) e godibili.<br />
Parlando appunto della trama: piacevole ma a volte esagerava, cadendo nel ridicolo.<br />
Più che illusionismo era magia pomposa (morti resuscitati, semi che diventano piante in un batter d&#8217;occhio&#8230;): il che rendeva tutto più impalpabile, meno credibile e meno convincente. Insomma, ad ogni abracadabra mi ritrovavo con un bel <em>mah</em> fra le labbra.<br />
Poteva anche starci solo se tale magia fosse stata sorretta in qualche modo nella trama. E invece i flashback che hanno tentato di spiegare qualcosa sono stati assolutamente inutili&#8230; tanto valeva non metterli affatto e lasciare  mistero.<br />
Al contrario di The Prestige dove mi ritrovavo spesso in tensione, piena di domande e curiosità, L&#8217;Illusionista ha un ritmo lento, talvolta noioso e fin troppo lineare. Riesce comunque a destare un po&#8217; di curiosità e a rilassare con i colori caldi e i bei scenari scelti per la messa in scena.</p>
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		<title>La Febbre</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 14:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[2 - da vedere]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia è semplice, quasi tipicamente italiana. Mario è un architetto con tante idee e voglia di fare: ma senza soldi e accasato con la madre. Sta per aprire un locale ma la madre per lui sogna un posto fisso e questo, tramite un concorso fatto anni prima, finalmente arriva. Niente però andrà per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia è semplice, quasi tipicamente italiana. Mario è un architetto con tante idee e voglia di fare: ma senza soldi e accasato con la madre. Sta per aprire un locale ma la madre per lui sogna un posto fisso e questo, tramite un concorso fatto anni prima, finalmente arriva. Niente pe<img src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/lafebbre.jpg" title="La Febbre" alt="La Febbre" align="left" height="115" width="230" />rò andrà per il verso giusto, iniziando dal fatto che il capo si rivela estremamente invidioso e riuscirà perfino a bloccargli l&#8217;apertura del locale.<br />
Alla base di questo, vedrete rappresentati sul vostro schermo sentimenti e situazioni che ci sono vicinissime. Trentenni che non possono sostenere una famiglia e che rimangono ancora accuditi dai genitori (i quali sembrano versare l&#8217;anima per loro, senza la soddisfazione di vederli realizzare), una mentalità collettiva italiana così deleteria che riesce ad annullare e soffocare ogni spirito creativo e giovane, l&#8217;invidia che più di ogni altra riesce a corrodere ciò che rimane di buono, i momenti in cui la speranza sembra mancare e la vita sembra voglia portarti allo sfinimento&#8230;<br />
Film di denuncia o commedia? I due &#8220;stili&#8221; si fondono perfettamente, realizzando un film leggero e piacevole ma al tempo stesso severo e amaro.<br />
La frase: <em>Se devo essere sfruttato per un sogno preferisco non averne.</em></p>
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		<item>
		<title>Sapori e Dissapori VS Ricette D&#8217;Amore</title>
		<link>http://www.mypersonalcorner.altervista.org/cinema/?p=61</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 23:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Virgi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[3 - manca qualcosa]]></category>

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		<description><![CDATA[
Mi chiedo: perchè fare un remake americano nel 2007 (&#8221;Sapori e Dissapori&#8220;) di un film tedesco uscito appena nel 2001 (&#8220;Ricette d&#8217;Amore&#8221;)? Mah&#8230;
Stile del film
Ricette d&#8217;Amore è più &#8220;vero&#8221;, sentito, a volte straziante e abbastanza toccante.
In Sapori e Dissapori, le azioni drammatiche vengono trattate - per così dire - quasi di dovere. Come se fossero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/saporiedissapori.jpg" title="Sapori e Dissapori" alt="Sapori e Dissapori" height="115" width="159" /><img src="http://www.mypersonalcorner.altervista.org/_altervista_ht/film/ricettedamore.jpg" title="Ricette D'Amore" alt="Ricette D'Amore" height="115" width="150" /></p>
<p>Mi chiedo: perchè fare un remake americano nel 2007 (&#8221;<font color="blue">Sapori e Dissapori</font>&#8220;) di un film tedesco uscito appena nel 2001 (<font color="blue">&#8220;Ricette d&#8217;Amore&#8221;</font>)? Mah&#8230;<br />
<strong>Stile del film</strong><br />
Ricette d&#8217;Amore è più &#8220;vero&#8221;, sentito, a volte straziante e abbastanza toccante.<br />
In Sapori e Dissapori, le azioni drammatiche vengono trattate - per così dire - quasi di dovere. Come se fossero scene da fare esclusivamente per seguire un filo logico nella trama  e quindi da approfondire abbastanza poco con i sentimenti. Meno drammatiche, meno tese, più sentimentaloidi: più americane, c&#8217;è poco da fare.<br />
Di contro, Sapori e Dissapori (eccetto sentimentalismi) acquista una nota più leggera, romantica, spiritosa e rilassante rispetto all&#8217;altro.<br />
<strong>Trama</strong><br />
Più o meno la stessa in entrambi, dilatata o accorciata in certe sequenze a seconda dello stile (appunto perchè nel tedesco prevale la drammaticità, nell&#8217;americano la commedia). Le maggiori differenze sono dettate dal finale: quello tedesco vede un trionfo dell&#8217;ambiente e della cultura italiana, Sapori e Dissapori invece gioca più sulla carriera e il mondo del lavoro dei due.<br />
<strong>Cast</strong><br />
Quel finto italiano e biondiccio di Sapori e Dissapori può solo lustrare le scarpe al nostro Sergio Castellitto. Quest&#8217;ultimo sarà meno fico, sarà perchè è davvero italiano (lo chef nel film ha fatto esperienze culinarie nella nostra nazione) ma lui si che è stato grande, convincente, umano. Per niente caricaturale come l&#8217;altro.<br />
Inspiegabile nota di merito alla Zeta Jones. Non chiedetemi perchè, ma l&#8217;ho preferita. Forse perchè la faccia di quell&#8217;altra mi dava un&#8217;eccessiva angoscia&#8230; non trovo altre spiegazioni.</p>
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